Un progetto per un territorio

  • Corrado D’Elia e Sergio Maifredi

    Corrado D’Elia e Sergio Maifredi

    brindisi alla conferenza stampa di inaugurazione (settembre 2007)
  • Arsenale Militare di La Spezia

    Arsenale Militare di La Spezia

    va in scena Odissea un racconto mediterraneo (ph. Max Valle)
  • Albisola Superiore

    Albisola Superiore

    il pubblico
  • Albisola Superiore

    Albisola Superiore

    il pubblico

Teatro Pubblico Ligure

Quando nel 2007 fondo, con Corrado d’Elia e Lucia Lombardo, TPL Teatri Possibili Liguria, oggi Teatro Pubblico Ligure, ho ben chiaro che dobbiamo pensare ad un nuovo modello organizzativo, se vogliamo concentrarci sui progetti che abbiamo in testa.
Una barca leggera, pronta a virare, a scivolar via dove le navi di grossa stazza si incagliano. Computer, telefonino e uffici volanti, nei bar, sugli scogli, in stazione, in aeroporto.
Più o meno questo penso passeggiando sui moli del porto di Genova, avendo in testa la nostra avventura teatrale che sta per salpare.
Un nuovo modello organizzativo non appesantito da scrivanie, poltrone, segretarie, affitti e manutenzioni.
Un software e non un hardware.
Un modello che applichi il paradigma del teatro, dell’andare in scena, del qui ed ora, non solo agli spettacoli, ma a ciò che vogliamo raccontare dal vivo, rendendolo vivo.
Intendendo per teatro il far accadere, confrontare, emozionare, dialogare.
Una struttura a rete, fatta di amici fidati, in grado di riunirsi al momento giusto, ciascuno con le proprie competenze.

Una barca leggera, pronta a virare.
a scivolar via dove le navi di grossa stazza
si incagliano

Service tecnico, ufficio stampa, grafica, web master, amministrazione e contabilità.
Noi sparsi tra Genova e Milano, l’ufficio stampa a Padova, il grafico, l’insostituibile Luigi Fabii, a Bari.
Gli artisti con noi, dove serve, dove si va in scena.
Un software e non un hardware, appunto.
Qualcosa che possa agire con una propria, forte, identità progettuale senza assumersi l’onere di gestire la quotidianità.
Ci diamo un ambito geografico di lavoro, la Liguria, inizialmente.
E ci diamo un compito: valorizzare il territorio attraverso la Cultura.

Per me la Liguria sono gli ulivi. È la terra in cui coltivo il futuro.
Qui sono nati progetti come l’Officina dei Sogni, Dialoghi sulla Rappresentazione, Frantoi dell’Arte; mostre spettacolo come Tutto il Teatro in un Manifesto / Polonia 1989-2009 oppure Yves Klein / Judo e Teatro – Corpo e Visioni; ed i relativi progetti editoriali curati da Michał Jandura, realizzati e stampati in Polonia a Cracovia, editi da TeARTo. E poi spettacoli e festival: Vero West di Sam Shepard, La donna di un tempo di Roland Schimmelpfenning, Viaggiatori Viaggianti e Chitarre Corsare, fino a Odissea – Un racconto mediterraneo; il Festival Grock Città di Imperia, giunto ora alla 11a edizione, il Festival degli Scali a Mare di Pieve Ligure, ora alla 7a edizione. Reti culturali d’eccellenza, costruite con Istituzioni comunali, regionali e nazionali, come l’appena varato progetto STAR – Sistema Teatri Antichi Romani.

Scegliamo la Liguria come nostro porto d’imbarco.
Da cui partire, dove tornare. Inventiamo progetti per il territorio e progetti che dal territorio partono per attraversare l’Italia ed andare oltre i confini italiani.
Alla barca leggera si affiancano altre barche leggere.
Una piccola flottiglia corsara.

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