Il mio mestiere

Il mio mestiere è quello di raccontare storie di altri ad altri
Giorgio Strehler

Fare teatro.

Il mio mestiere è provocare cortocircuiti tra artisti, costruire emozioni. Il paradigma è sempre lo spettacolo. Il far accadere qui e ora. In modo irripetibile.

Guidare una compagnia di attori, la struttura di un teatro o creare una mostra d’arte viva e dal vivo è la stessa cosa. Cambia il tempo, la durata, il ritmo, da scattista o da maratoneta, ma è la stessa cosa.

Un teatro viaggiante. Un teatro che riporti i volti, le storie, gli odori, le stoffe, le luci incontrate nel mio viaggiare.

Nomade del teatro, giro, viaggio, incontro, conosco: con entusiasmo attraverso il mio Est Europa, come sprofondo nel mio Sud Italia o mi ritrovo nella mia terra di Liguria; parto da una necessità, la necessità di raggiungere luoghi in cui creare.

Il nomadismo è dei pastori e dei mercanti. Necessità di campi con erba da brucare e ricerca di spezie da scambiare. Nello stesso giorno ho il sole della Puglia, la pioggia di Roma, il vento di Genova, il freddo di Milano, la neve di Poznań.

Il nomadismo è genovese e barbaro al tempo stesso.

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